Che anno è stato per l’innovazione tecnologica e l’imprenditorialità in Basilicata

il 2017 lucano è stato ricco di iniziative su innovazione e startup un piccolo resoconto personale e un augurio per il prossimo anno

E’ stato l’anno dell’innovazione, della creatività, del digitale, delle startup e dell’imprenditorialità. Mai come quest’anno queste parole hanno girato, mai così spesso hanno partecipato a roboanti, fantasiosi, spesso incorretti titoli dei numerosi eventi realizzati. Mai i lucani hanno abusato così della lingua inglese o peggio di quella italiana. Eppure tra uno startupparo, un pitchiamo e uno scaleuppabile, mai come quest’anno sono stati disseminati concetti, modelli e pratiche. E fa niente il come, quest’anno valeva il quanto.

Tante iniziative ed eventi

Chi voleva orientarsi in questo mondo ha avuto tantissime opportunità. Penso, ai numerosi appuntamenti organizzati dalle Camere di Commercio, da Confindustria Basilicata, dall’Unibas, come le Giornate Formative Creatività e Impresa (Garanzia Giovani), Industry 4.0, Jobbingfest, Cooperative Factory di Confcoperative. Penso ai Seminari sul pensiero innovativo e tecnologie innovative per la trasformazione digitale con Claive Holthan della Cass Business School di Londra, alla presentazione di Brend Friend di Robin Good. Penso ancora agli eventi divulgativi delle Giornate dell’Innovazione organizzate dalla Regione Basilicata.

Ci sono stati anche molti contenuti offerti da imprese, associazioni e gruppi che operano sul territorio come agenti dell’innovazione. Andate a vedere cosa è successo agli appuntamenti di Startupcaffè di Startup Weekend Potenza e GoDesk sul metodo Lean Startup (sono di parte lo so) o alle iniziative del Comincenter, di Casa Netural, di Matera Hub, alla Syskrack 3days, alla palestra di Zio startup, a Jetbit, all’Associazione Basilicata Crowdfunding, fino ovviamente all’eventOne Heroes meet in Maratea la 3 giorni internazionale che ha portato in Basilicata oltre 200 innovatori a discutere di sviluppo, impresa e creatività (la lista è sicuramente parziale, con il vostro contributo proverò ad aggiornarla man mano).

La novità è che diversi pubblici sono stati esposti alla innovation mania. Non solo gli addetti ai lavori o i professionisti della spesa pubblica se ne sono occupati. Ad esempio, nelle scuole sono state realizzate alcune interessanti attività di autoimprenditorialità e di sviluppo di digital skills, come SchoolUP Day 2017, ma anche attraverso strumenti un po’ discussi e improvvisati, a dir la verità, messi in campo nell’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro. A qualcuno degli studenti è forse andata maluccio, ma a tanti altri benissimo grazie alla serietà delle imprese che li hanno accolti (tema sicuramente da approfondire).

Più tool nella cassetta degli attrezzi dell’ecosistema regionale

Innanzitutto ci sono nuovi driver dell’innovazione che hanno incominciato ad operare. La novità più importante è l’avvio di T3 Innovation (Technology, Transfer, Transformation), la nuova struttura di trasferimento tecnologico della Regione Basilicata, che ha il compito di fornire servizi di consulenza strategica e gestionale. Ci sono dietro attori di primo piano a livello internazionale e anche tante aspettative sulle ricadute.

Ma ci sono conferme e novità anche da altri interlocutori. A Potenza GoDesk, Scai e ora Techinnova (mi dicono), offrono validi percorsi di pre-validazione, incubazione o accompagnamento e consulenza su aspetti specifici dell’avvio di impresa innovativa. A Matera, sull’impresa creativa Matera Hub offre supporto e molti servizi, Zio Startup offre consulenze e Mathèria offre servizi di commercializzazione di prodotti artigianali (anche qui lista 2017 parziale da alimentare con il vostro aiuto).

Non nuova, ma molto attiva anche quest’anno la società regionale Sviluppo Basilicata, che offre strumenti e servizi per le imprese dalla validazione delle idee, all’accelerazione, all’internazionalizzazione e presto sarà protagonista nel rilancio dei due incubatori pubblici di Potenza e Matera.

Anche l’Università degli Studi di Basilicata ha mostrato segni di vitalità (per quelli che talvolta nutrono dubbi). Tra le altre iniziative, importante è stata l’istituzione di Borse di Dottorati di ricerca innovativi a caratterizzazione industriale con specializzazione nell’adozione delle tecnologie abilitanti dell’industria 4.0 finanziati dalla Regione Basilicata, ma anche l’avvio di progetti superinteressanti come il Contamination lab (lanciato in coda d’anno il bando per i partecipanti) un luogo fisico e virtuale di contaminazione tra studenti universitari (e non solo) di discipline diverse che promuove la cultura dell’imprenditorialità, della sostenibilità, dell’innovazione e del fare, così come l’interdisciplinarietà e nuovi modelli di apprendimento (tema anche questo da approfondire).

Poi sono scesi in campo gli attori istituzionali dell’ecosistema imprenditoriale come Confindustra Basilicata, che ha avviato in attuazione di quanto previsto dal Piano del Governo “Industria 4.0”, il Digital Innovation Hub Basilicata, con ruolo di favorire e trasferire l’innovazione alle imprese lucane.

Opportunità

Per chi era in fase early stage, nell’ultimo trimestre ci sono stati due importanti appuntamenti: la Start Cup Basilicata, la business plan competition promossa da Regione Basilicata con il supporto di Sviluppo Basilicata e in collaborazione con Università degli Studi della Basilicata e T3 Innovation e per la prima volta in Basilicata Techstars Startup Weekend Potenza, un percorso intensivo di tre giorni per la creazione di business model e validazione di idee imprenditoriali con premi offerti da operatori nei servizi alle startup. Entrambe hanno riscosso un grande successo e hanno arricchito il panorama delle opportunità nel nostro territorio, pur partendo da prospettive, risorse, e metodologie diverse ma complementari.

Il 2017 è stato però soprattutto l’anno del CreOpportunità e dunque degli strumenti di agevolazione per professionisti, imprese e anche startup. Tralasciando il giudizio su questi strumenti e sui loro reali impatti è stata per tanti lucani l’Occasione per pensare, discutere, contattare, uscire allo scoperto, misurare, investire. Ciambottone sugli incubatori a parte (altro tema che qualcun altro approfondirà), il CreOpportunità ha sicuramente messo benzina nell’ecosistema d’impresa della regione.

Startup in the street

Quest’anno è stata anche la volta delle startup “nelle strade”. Delle startup che si vedono lavorare e che propongono un cambiamento del quotidiano. Per forza di cose penso a PickmeApp e ai suoi pulmini in giro per Potenza. Oppure penso ai tantissimi studenti non solo in Basilicata che hanno usato la piattaforma per l’alternanza scuola-lavoro sviluppata da Cervellotik. Ma ci sono anche quei lucani, clienti abituali di Italo, Eataly, Autogrill, Flixbus o di altre aziende, fidelizzati anche attraverso strumenti sviluppati da Domec. Si vedono insomma i prodotti e servizi di startup lucane vendersi o operare in giro, il cuscino di Mathèria, il social Wemapp, i prodotti di Ecogreenhouse, di le 4uadre, solo per citarne alcuni.

Il rischio delle startup è non arrivare mai sul mercato o arrivarci troppo tardi. Quest’anno alcune di queste hanno viaggiato con un buon passo: Medea (che mi piace ricordare è partita da GoDesk) sta arrivando sempre più vicina a concretizzare un progetto ambizioso (ma con le spalle larghe). Così altre startup lucane si sono distinte e sono vicine alla prova del mercato, Soundsplasch, Pigmento, Hics, PD-Watch tra le altre. Infine si sono fatte conoscere e promettono bene, startup come TNcKillers, ChillDrone, a cui aggiungo anche Amerino e Flower Angels.

Tanto lavoro da fare nel prossimo anno

Due su tutte:

  • La cultura d’impresa e il digitale pagano. Come avvenuto per l’impresa culturale e creativa nell’esperienza materana, va compiuto uno sforzo per far comprendere ai lucani che l’innovazione tecnologica e il digitale creano ricchezza anche siamo in periferia e non abbiamo le infrastrutture (anzi proprio per questo!). Porto l’esempio di Venum che per l’azienda milanese Axélero offre da Potenza soluzioni a tutte le imprese italiane per il loro ingresso nel mondo digitale e dei socials, con una ottima ricaduta in termini di occupazione e contributo al territorio. Ma posso portare anche l’esempio nei servizi di digitalizzazione di Liberbit (miglior fatturato tra le PMI innovative lucane 2017?) o di Domec o di altri.
  • Uscire dall’idea dello startuppificio, per concentrarsi nella crescita di un ecosistema di innovazione e rafforzare sempre più l’humus in cui le startup si sviluppano. Come? Lavorando alla valorizzazione delle esperienze di quest’anno. Andrebbe però migliorato il coordinamento e la collaborazione, abbandonando un certo atteggiamento autoreferenziale, trovato il coraggio di rafforzare e stimolare la crescita degli stakeholders locali che operano nel mercato. Sono questi, con il loro patrimonio di competenze e i loro investimenti individuali e aziendali, la vera risorsa resiliente di ogni ecosistema e i migliori alleati delle istituzioni nelle politiche di sviluppo. Non c’è sviluppo se la parte pubblica fa da promotore, organizzatore, sponsor, investitore, arbitro, valutatore e comunicatore del processo, per non parlare di quando è insofferente verso altri operatori o peggio li considera come competitori di un disegno già definito.

Insomma il mio augurio per l’innovazione in Basilicata e che dopo l’anno del quanto questo il 2018 sia anche l’anno del come.

Buon Anno a tutti

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