LA POTENZA DEI DATI APERTI

LA POTENZA DEI DATI APERTI è un piccolo contributo pubblicato il 19/06/2017 in Talenti Lucani  resoconto delle attività di ODPZ nel primo semestre 2017

Che città saremo? Non sono rimaste molte risposte a questa domanda. Un po’ per ruolo, un po’ per storia, un po’ perchè gli altri hanno fatto prima o meglio, le opzioni sono ormai davvero poche. Diciamo che abbiamo una vocazione naturale: Potenza, città dei servizi. <<D’accordo, ma dei servizi avanzati, intelligenti, “smart”!>>, dice qualcun altro.

I più credono che la città dei servizi, la città smart, si faccia da sé, che la farà l’amministrazione locale e regionale, che basti un programma.

Allora diciamola tutta: la città smart si fa con cittadini smart, che sanno realizzare e soprattutto sono capaci di utilizzare al meglio servizi efficaci, organizzati ed erogati sulla base di una conoscenza approfondita dei bisogni e delle aspirazioni del territorio, ottenuta attraverso l’uso estensivo di dati, generati ed elaborati con l’aiuto della tecnologia e della condivisione.

Dopo aver letto questo come pensate siamo messi?

Open Data Potenza (ODPZ) nasce con la consapevolezza dell’urgenza di mettere a valore i dati pubblici e di far crescere una nuova generazione di cittadini smart, meno “indignados facebook” e più attrezzati nell’uso delle tecnologie digitali e dei dati. Non siamo dei filosofi, abbiamo una vision: la città smart e i dati aperti creeranno nuove opportunità tangibili, economiche, per tutti.

ODPZ lavora a questo per ora come un gruppo informale, ovviamente open a tutti, con un’unica semplice discriminante: poche parole, molti fatti, magari piccoli e quotidiani. Per questo si definisce un’iniziativa civica, qualcosa per la comunità che si fa da soli e insieme. Ci proviamo da qualche anno con alti e bassi. Il tema non è immediato, le istituzioni poco attrezzate, le risorse scarse. Nell’ultimo anno si sono aggiunte nuove persone che hanno portato contenuti interessanti e abbiamo ripreso con grande slancio sia l’attività di stimolo verso la PA a recuperare il ritardo nel rilascio di dati del territorio cittadino (ritardo diventato davvero grave e irragionevole per una città di servizi), sia nello stimolo ad innalzare le competenze digitali dei potentini.

Un esempio? La scorsa settimana abbiamo organizzato un corso accelerato e pratico, pensato per chi parte da zero, su come si mappano cose fisiche (patrimonio, strade, edifici, esercizi, uffici, ecc.) e immateriali (eventi, chat, competenze, fenomeni, ecc.). Vi hanno partecipato cittadini e anche qualche rappresentante della PA, condividendo programmi, app ed esperienze. “Alzati e Mappa” è stato lo slogan, rivolto ovviamente alla città.

Abbiamo nel frattempo messo in piedi un sito (opendatapotenza.it) con i contributi dei sostenitori che hanno partecipato all’Open Data Day 2017 organizzato lo scorso febbraio. Questo sarà un non-portale dei dati aperti della città, in attesa che le istituzioni facciano la propria parte, che entro settembre raccoglierà tutti i data-set a cui i nostri volontari stanno oggi lavorando. L’estate è appena incominciata e altri momenti formativi-divulgativi sono in attesa a luglio (mapping party – passeggiate pratiche) e poi a settembre insieme ad altri soggetti che credono nella nostra iniziativa civica come Wikimedia, GoDesk e tanti altri singoli cittadini emigrati.

E c’è ora con noi la prima impresa Wemapp (startup potentina) che opera con gli opendata. L’aiuto del tessuto imprenditoriale è fondamentale perché open data è anche nuove opportunità di fare impresa, di generare valore economico dai dati e valore sociale diffuso per tutti. Un altro esempio? Pubblicando i dati sul trasporto pubblico cittadino chiunque capace può, come ha fatto Wemapp, organizzare un servizio di calcolo dei percorsi di mobilità all’interno della città con tanto di alert e riprogrammazione dei percorsi. Niente più scuse per non utilizzare il servizio pubblico, tanti dati in più per la PA per riprogrammare poi in base alle esigenze e i percorsi dei cittadini. E alle persone anziane che non sanno usare il telefonino? 2 ore dei nostri crash course e saranno più bravi di tanti altri. Proprio sicuri che siano solo gli anziani gli analfabeti digitali?

Per Partecipare a ODPZ iscriviti al nostro gruppo FB o alla nostra mailing list operativa o alla nostra chat su Wemapp

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