Wemapp e Infomobilità. L’anno della svolta per l’open data a Potenza?

L’anno della svolta per l’open data a Potenza? 

Questo 2017 non è partito benissimo? Allora vediamo se cercando il “bride side of life” (di Monthy Python memoria) riusciamo a incoraggiarlo, il timidone.

Non vi convinco? Almeno in tema Open Data credo di sì. 

Partiamo dai fatti: dopo quasi un paio di anni di stasi, tenuta in vita con le flebo, la scena open data a Potenza è finalmente pronta a fare uno scatto grazie a qualche interessantissima novità.

La prima è l’uscita attesissima, almeno da parte mia, della prima piattaforma social tutta nostrana, sviluppata da Wemapp Social con cui è possibile (non solo nei proclami di altre esperienze) creare: rete, civismo, dialogo con le istituzioni, informazione, supporto al turismo, al commercio, al terzo settore.

Non sto a spiegarvi cos’è nel dettaglio (guardate qui ma sopratutto scaricate l’app e cominciate ad usarla). Posso dire che è messaggistica istantanea (alla Telegram e Whatsapp per intenderci), vetrine (alla Facebook), contatto diretto istituzioni/imprese/associazioni (rss, siti web), intelligenza artificiale (più o meno BOT) basate sulla geolocalizzazione (Open Street Map, versione libera di Google Map).

Wemapp

Wemapp mette insieme tutte queste cose le mixa e le contamina. Perciò se sei in un luogo della città e vuoi fare una segnalazione o una discussione cerca o apri una chat geolocalizzata. Sei interessato a quella zona? interagisci.

Rappresenti una amministrazione, un’associazione, un museo, un impresa? Rispondi o manda una comunicazione a tutta la community (no limiti d’iscrizione!), racconta tua attività, ricevi commenti e richieste. Contribuisci alla crescita della tua città? Sei un mapper? Sei un banomo? Annota un punto di interesse da inserire direttamente su Open street map, o organizza un monitoraggio civico. I bot, infine, come in telegram e altri servizi ti permettono di interrogare banche di dati aperti, sono utili ad esempio se vuoi sapere come si smaltisce cosa nella raccolta differenziata locale (quella tua non quella di Miami), su quale autobus prendere, a che ora passa alla tua fermata, ecc..

Sono davvero tantissimi gli strumenti, tutti in un solo posto. Ma non è a mio avviso la più importante novità.

Wemapp mi piace perchè funziona ed è nostro, made with love in Potenza, Basilicata. Possiamo contribuire a svilupparlo scoprendo, inventando e imparando possibilità di interazione, proprio le nostre. Non ti piace qualcosa? Hai un’idea per migliorarla? Prova a chiamare la signora Whatsapp o il signor Facebook. Puoi invece sentire Giovanni, Massimo o Raffaele che lavorano a fianco a te, che è sono open data believers e puntano sulla condivisione.  

E’ perciò una grande occasione che dobbiamo essere in grado di far crescere tutti insieme (mantra: scarica, fai scaricare l’app, utilizzala, falla usare)

In secondo luogo è una piattaforma che crescendo grazie al nostro contributo riutilizza e crea dati aperti sulla nostra città e delle altre che vorranno utilizzarla e può fornire spunti e strumenti per altri prodotti. Che si metta in moto finalmente il nostro capitale digitale?

La seconda novità è altrettanto interessante e riguarda il patrimonio informativo pubblico della Città di Potenza. Parte in questi giorni l’infomobilità del trasporto urbano di Potenza. Significa che l’amministrazione comunale pubblica in formato aperto i dati i percorsi, gli orari e i tempi di percorrenza del bus. Una piccola rivoluzione che pone la questione del rilascio di altri dati. Alcuni consiglieri stanno avanzando una proposta per la modifica statutaria in cui inserire la previsione esplicita relativa alla trasparenza e all’open data.

Che sia la volta buona? Piccoli passi verso l’open government anche a Potenza?

Intanto in termini di riusabilità dei dati della mobilità sono sicuro che ne vedremo delle belle. La prima sarà ancora Wemapp che ha gia iniziato ad implementare la visualizzazione dei percorsi e l’interrogazione dei dati. Si potrà capire direttamente dall’app che linea prendere, visualizzare gli orari, calcolare i tempi di attesa e percorrenza e anche impostare l’allarme che ci avverte dell’arrivo del bus.

Riuscirà la pingue e chiusa mole di dati pubblici cittadini a decollare?

Sta come sempre molto anche a noi. In fondo ‘sto 2017 potrebbe almeno in questo campo non essere affatto male. Convinti?

 

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